IL CASO:

Tizia, istruttrice di fitness del centro sportivo Alfa, inizia una relazione con Caio, ragazzo che frequenta i corsi da lei tenuti nel medesimo centro.

Dopo alcuni mesi di frequentazione, le attenzioni e la gelosia di Caio nei confronti di Tizia incrementano la loro portata divenendo soffocanti. La ragazza decide allora di porre fine al loro rapporto sentimentale.

Caio, non accettando la decisione di Tizia e nell’intenzione di riconquistarla, continua a telefonarle ripetutamente e a inviare messaggi whatsapp. A ciò si aggiungono alcuni “appostamenti”, anche fuori dalla palestra dove Tizia lavora. Caio, inoltre, commenta di frequente le foto che la ragazza pubblica sul suo profilo Instagram e Facebook, utilizzando almeno in una occasione frasi dal contenuto minatorio.

A quel punto Tizia, nel tentativo di ricondurre il rapporto con Caio ad una civile coesistenza fra ex fidanzati, che peraltro frequentano il medesimo centro sportivo, sporadicamente risponde alle sue chiamate; in un’occasione la ragazza invia un messaggio dal contenuto ambiguo («ti voglio, ti odio, addio»).

Vista l’insistenza di Caio nel proporle di riprendere il loro rapporto sentimentale e ormai dominata da uno stato di ansia, Tizia decide di rivolgersi ad un legale ai fini della stesura di un atto di denuncia-querela in ordine al delitto di atti persecutori.

Ogni squadra, assunte le vesti del legale di Caio, rediga motivato parere pro veritate in ordine agli eventuali profili di responsabilità penale a carico di Caio; assunte le vesti del Pubblico Ministero, rediga richiesta motivata di applicazione di misura cautelare personale.